Istituire un registro nazionale degli inquilini morosi, riconoscere il contratto di locazione come un titolo esecutivo per velocizzare il rilascio dell’immobile, introdurre la cedolare secca per gli imprenditori che locano una casa ai propri dipendenti. Sono alcune delle proposte di modifica al Ddl recante misure per il rilascio degli immobili illustrate da Fimaa Italia- Confcommercio, intervenendo di fronte alla Commissione Giustizia del Senato.
“In Italia considerando una stima prudenziale, dei circa 9,5 milioni di immobili vuoti, tra 5,5 e 6 milioni sono lasciati sfitti per scelta dei proprietari e sarebbero recuperabili a fini abitativi. Questo perché le locazioni sono poco redditizie per la fiscalità eccessiva, hanno termini di durata eccessivamente rigidi, e soprattutto risultano troppo rischiose in caso di morosità. Con queste proposte, Fimaa intende anche di restituire fiducia ai proprietari“, ha commentato il Vicepresidente Fimaa Italia. Maurizio Pezzetta.
Contrariamente a quanto si creda, le locazioni brevi e turistiche “rappresentano percentuali irrisorie in confronto all’elevatissimo numero di immobili vuoti – ha evidenziato ancora il Vicepresidente Vicario -. Costituiscono infatti appena il 2% del patrimonio immobiliare nazionale e al massimo il 6% in alcune grandi città turistiche come Firenze. A tal proposito, desta preoccupazione il recente Affordable Housing Act della Commissione Ue, che prevede vincoli e restrizioni irragionevoli sulle locazioni brevi e sull’acquisto di immobili, andando a ledere secondo Fimaa e non solo il diritto di proprietà e la libertà contrattuale dei cittadini”.
La Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari chiede pertanto di affrontare in modo strutturale l’emergenza abitativa, al fine di incentivare l’immissione sul mercato degli immobili sfitti e garantire maggiore tutela ai proprietari.